da Il ritratto di Dorian Grey (Oscar Wilde)

E' giusto che io ti scriva ascoltando quella musica che per molto tempo ci ha tenuti legati nel scriverci parole che uscivano dal cuore...
è giusto che io ti scriva mentre il mio cuore muore come le stelle del mattino...
Quanto,
quanto tempo ancora,
io...tu,dobbiamo soffrire?
per quanto tempo andremo cercando ciò che non ci vuole?
se il mio cuore nel tradirmi ti ha amato
e solo lui sa quanto,
se solo lui ha saputo parlare a modo suo,
scusalo..
credeva che un sogno si stesse avverando...
Ma tu che per me sei stata la mia dea
la mia musa
il mio angelo
cammina come hai fatto
vai per le strade cantando di gioia e felicità..
Calpesta quelle strade che nei secoli hanno visto e vissuto esperienze più grandi di te...
Guarda il cielo,
guardalo perchè ti darà forza come ha fatto con me...
Ama,ama,ama ancora perchè un giorno chi non ti ha amata piangerà per aver perso un piccolo angelo...
Non ti dico che ti voglio bene,
ma che ti amo
perchè questo il mio cuore grida per te...
Non mi ringraziare
si è avverato quello che tu hai detto:
un semplice angelo sceso per darti pur per poco felicità...
E non mi ringraziare,
se lo vuoi fare rimani per il resto dei tuoi giorni la donna quale sei diventata
quella che mi ha fatto innamorare di lei...
Non cambiare mai,mai e poi mai...
Cosi voglio che tu mi ringrazi,
solo cosi io ti ringrazierò...
E non piangere come io sto facendo
bastano le mie per portare i fiumi in piena...
Ma sorridi,
sorridi te ne prego!!!

Mi misi a cercare (di Poetyca)

La vita ha mille colori
- sfaccettature -
li prendi piano in mano
e cerchi di trattenerne il valore
ma se nulla hai capito
ti metti a cercare
Chiesi ad un cieco
il colore del mare
ma nulla seppe dire
Chiesi ad un bambino
il colore del nulla
ma il suo sorriso
era molto più grande
Mi misi le mani in tasca
erano vuote
e la nostalgia di un nome
evocato a lungo
come la triste sorte
mi sfiorava il cuore
Era mio quel nome

L’amuleto dell’essere (Gaetano Barreca)

…Ricordare con gioia ciò che è stato, ricordando…
non si deve soffrire,
anche se una dolce malinconia ci struggerà.
I cammini delle persone sono tanti,
le strade s’incrociano, si sfiorano, si scontrano,
si ritrovano e sì perdono.
Però ognuno è unico e ogni incontro
per quanto possa durare è speciale,
magico dobbiamo cogliere questo,
dobbiamo apprezzarlo
e conservarlo dentro di noi.

Regala ciò che non hai (Alessandro Manzoni)

Regala ciò che non hai...
Occupati dei guai, dei problemi
del tuo prossimo.
Prenditi a cuore gli affanni,
le esigenze di chi ti sta vicino.
Regala agli altri la luce che non hai,
la forza che non possiedi,
la speranza che senti vacillare in te,
la fiducia di cui sei privo.
Illuminali dal tuo buio.
Arricchiscili con la tua povertà.
Regala un sorriso
quando tu hai voglia di piangere.
Produci serenità
dalla tempesta che hai dentro.
"Ecco, quello che non ho te lo dono".
Questo è il tuo paradosso.
Ti accorgerai che la gioia
a poco a poco entrerà in te,
invaderà il tuo essere,
diventerà veramente tua nella misura
in cui l'avrai regalata agli altri.

Coccinella (Biagio Antonacci)

Coccinella sei volata fino a qui
Ti ha portata forse il vento o la fortuna
Sei venuta a vedere l’amore come si fa
Sei venuta ed io per caso ero qua…..
Coccinella piove e il bosco prende fiato
Sembra che l’autunno mai…qui sia passato
Mentre l’acqua disseta …le primule e le more…
Tu sul palmo della mia mano cerchi vita-----
io su di lei
il vento su noi
tra paura e passione
Pelle su pelle …noi siamo gli amanti
,,,,nel poco tempo….
Prigionieri di un mondo
Che manca d’esempio io…….
coccinella quanta forza sento adesso
Può’ durare in ogni vita che vivrò’…..”anche se”
Fare a meno di lei farebbe bello il resto
Ma poi penso il resto …a me…. ha mai pensato:::
io su di lei
il vento su noi
tra paura e passione
Pelle su pelle …noi siamo gli amanti
nel poco tempo
Prigionieri di un mondo
Che manca d’esempio io…….
Io su di lei….. la voglio sentire,,,,
voglio farla tremare…
Sento che vive… ed è vita che ha chiesto
Come tu adesso
io per questo momento….. pagherei ogni prezzo.
Io su di lei….Io su di lei

video

Spiegami come il lume della notte (Alda Merini)

Spiegami come il lume della notte,
come il delirio della fantasia.
Spiegami come la donna e come il mimo,
come pagliaccio che non ha nessuno.
Spiegami perché ho rotta la sottana:
uno strappo che è largo come il cuore.

Ah tu pensavi (Anna Achmatova)

Ah, tu pensavi che anch'io fossi una
che si possa dimenticare
e che si butti, pregando e piangendo,
sotto gli zoccoli di un baio.
O prenda a chiedere alle maghe
radichette nell'acqua incantata,
e ti invii il regalo terribile
di un fazzoletto odoroso e fatale.
Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti
o sguardi l'anima dannata,
ma ti giuro sul paradiso,
sull'icona miracolosa
e sull'ebbrezza delle nostre notti ardenti:
mai più tornerò da te.

di Kahlil Gibran

Nell'ora di bassa marea
ho scritto un verso sulla sabbia
e vi ho effuso intero il mio cuore
e la mia anima.
In tempo di alta marea son tornato
a rivedere i segni tracciati:
e ho letto sulla spiaggia
tutta la mia ignoranza.

dal Web...

Vorrei poter riavvolgere il nastro della mia vita, della nostra vita, e tornare indietro nel tempo… quando la mia vita era felice e spensierata, quando c’ eri Tu a far splendere il sole e a spazzare vie le nuvole con il tuo sorriso. Con Te, ho vissuto i momenti piu’ belli della mia vita. Hai portato via con Te, la mia felicita’, la mia spensieratezza. Ogni notte, mi addormento nell’ illusione e nella speranza di trovarti in sogno, di riabbracciarti, di sentire il calore del tuo corpo che mi riporta alla vita, a quella vita che non c e’ piu’. Sono una candela spenta, e Tu sei la fiamma. Ogni giorno faccio finta di vivere, mi invento felicita’ illusorie, sogni di plastica, solo per non sentire il freddo della solitudine… di quella solitudine con cui divido ogni attimo di questa mia simil-vita…

Se non puoi amarmi perdona il mio dolore (Rabindranath Tagore)

Se non puoi amarmi, amore mio, perdona il mio dolore.
Non guardarmi sdegnato, da lontano.
Tornerò nel mio cantuccio e siederò al buio.
Con entrambe le mani coprirò
la mia nuda vergogna.

Non ti avvicinare (Desanka Maksimovic)

No, non t'avvicinare!
E' meglio da lontano
ch'io li ami e desideri i tuoi occhi
solo quando si attende
appare bella la felicità,
e non cercata ci manda un suo cenno.
No, non t'avvicinare!
E' molto più suadente
questo fremito dolce di paura e d'attesa.
ed e' molto più bello
ciò che a lungo s'insegue
e il suo presentimento che ci turba.
No, non t'avvicinare!
Perché farlo e a che scopo?
Soltanto da lontano tutto splende
come una stella, tutto
ci incanta da lontano.
No, non avvicinarmeli i tuoi occhi.


Non a lungo ti canterò...(José María Valverde)

Non a lungo ti canterò; congiunte le nostre vite,
più non sarà mio compito parlare oltre di te,
ma volgermi a quel che esiste, ricco della tua luce.
E il Signore conceda che tu mi sia l'eguale
d'una luce nascosta nel mio petto silente,
senza che morte o affanni svelino la distanza,
in cui tu ti rinnovi materia del mio canto.
Oh soltanto materia non sei tu d'alcuni versi!
Canto questo mio amore, nell'umile ignoranza
del poeta che canta cose della sua vita
perchè sono le sole di cui gli è certo qualcosa.
Ma tu resti lassù, nelle più misteriose
regioni di quest'anima, di cui nulla conosco,
profonda più che il mio cantico, nel lago sepolto
dove mai giungono parola nè pensiero.
Parlare è mio compito, illuminare i misteri
con voce ignorante. Compito con il quale forse
io mi meriti Iddio. Parlare di quel che vedo,
non di me, chè agli uomini non potrebbe importare.
... L'amore la sventura la primavera il vento
tutto trapassa eguale, per l'anima volta in sguardo.
Parlo, e dietro il nimbo della voce, in ombra io vivo,
nè mi conosco, e t'amo lì col silenzio.

Lo stormo bianco (Anna Achmatova)

Non so se sei vivo o sei perduto per sempre,
se posso ancora cercarti nel mondo
o ti debbo piangere mestamente
come morto nei pensieri della sera.
Ti ho dato tutto: la quotidiana preghiera
e la struggente febbre dell’insonnia,
lo stormo bianco dei miei versi
e l’azzurro incendio degli occhi.
Nessuno mi è stato più intimo di te,
nessuno mi ha reso più triste,
nemmeno chi mi ha tradita fino al tormento,
nemmeno chi mi ha lusingata e poi dimenticata.

Tu vivi sempre nei tuoi atti (Pedro Salinas)

Tu vivi sempre nei tuoi atti.
Con la punta delle dita
sfiori il mondo, gli strappi
aurore, trionfi, colori,
allegrie: è la tua musica.
La vita è ciò che tu suoni.
Dai tuoi occhi solamente
emana la luce che guida
i tuoi passi. Cammini
fra ciò che vedi. Soltanto.
E se un dubbio ti fa cenno
a diecimila chilometri,
abbandoni tutto, ti lanci
su prore, su ali,
sei subito lì; con i baci,
coi denti lo laceri:
non è più dubbio.
Tu mai puoi dubitare.
Perché tu hai capovolto
i misteri. E i tuoi enigmi,
ciò che mai potrai capire,
sono le cose più chiare:
la sabbia dove ti stendi,
il battito del tuo orologio
e il tenero corpo rosato
che nel tuo specchio ritrovi
ogni giorno al risveglio,
ed è il tuo. I prodigi
che sono già decifrati.
E mai ti sei sbagliata,
solo una volta, una notte
che t'invaghisti di un'ombra
- l'unica che ti è piaciuta -
Un'ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io.

Amore a prima vista (Wislawa Szymborska)

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi ?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano-
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole ?
uno “scusi” nella ressa ?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta ?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava e allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra ?
Qualcosa fu perduto e qualcosa fu raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia ?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
Subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Sei la vita mia (Mario Rosini)

Com'è bello partire
per arrivare da te
aspettare di vedere il mare
che ci divide ancora per un pò
e nell'aria c'è qualcosa che non so dire mai cos'è
non ci sono le parole per spiegare questo amore mio per te
Che mi guardi così,
con quell'aria un po' curiosa
mentre mi avvicino a te
ed un brivido dal cuore
mi attraversa l'anima,
non ci sono le parole, per spiegare questo amore mio
Sei la vite mia, sei la vita mia
sono un libro senza le parole
quando manchi tu
sono il frutto senza l'albero
una barca senza pescatore
non ci sono le parole per spiegare
questo amore mio per te.
Com'è triste partire
allontanarmi da te
è un dolore che frantuma il cuore e non ti aiuta
neanche a piangere
perchè in fondo sai amore
lascio l'anima con te
non ci sono le parole per spiegare questo amore mio.
Sei la vita mia, sei la vita mia
sarei terra arida e sabbiosa, se non ci fossi tu
sarei polvere nel vento che si trascina senza volontà
non ci sono le parole per spiegare questo amore mio perte.
sono un libro senza le parole quando manchi tu
sono il frutto senza l'albero.
una barca senza pescatore
queste sono le parole per
spiegare questo amore mio per te.

video

da Ma le stelle quante sono? (Giulia Carcasi)

Sai dire quanto amore hai dentro? Un chilo? Un litro?
Non lo sai eh?
E allora lascia perdere la matematica.
Inventa quello che non c'è.
Perché quello che c'è è di tutti.
Ma se riesci a trovare quello che non c'è, beh, allora hai qualcosa di solo tuo.
E se qualcuno altro vede quello che vedi tu, beh, allora hai trovato qualcuno che ti vive.
Non lasciarlo fuggire. Fermalo! Vivilo! Scrivilo!
Le storie sono come le persone.
Non sono fatte per stare sole.
Da qualche parte nel mondo c'è qualcuno che vive una storia che si specchia con la tua.
Guardati intorno!
Quel qualcuno non è lontano da te.
È l'altra metà del libro.
Non perdere tempo a scrivere altre pagine...
Cercalo!
Il resto lo scriverete insieme.
Perché non c'è niente di più riuscito di due storie che s'intrecciano.

I tuoi occhi mi interrogano tristi (Rabindranath Tagore)

I tuoi occhi m’interrogano tristi.
Vorrebbero sapere i miei pensieri
come la luna che scandaglia il mare.
Dal principio alla fine ho denudato
la mia vita davanti ai tuoi occhi,
senza nulla celarti o trattenere.
Ed è per questo che non mi conosci.
Se fosse soltanto una gemma,
la romperei in cento pezzi
e con essi farei una catena
da mettere attorno al tuo collo.
Se fosse soltanto un fiore,
rotondo e piccolo e dolce,
lo coglierei dallo stelo
per metterlo nei tuoi capelli.
Ma è il mio cuore, mia diletta.
Dove sono le sue spiagge e il suo fondo?
Di questo regno tu ignori i confini
e tuttavia sei la sua regina.
Se fosse solo un momento di gioia
fiorirebbe in un facile sorriso,
lo potresti capire in un momento.
Se fosse soltanto un dolore
si scioglierebbe in limpide lacrime,
rivelando il suo più intimo segreto
senza dire una sola parola.
Ma è il mio cuore, amore mio.
Le sue gioie e i suoi dolori
sono sconfinati, e infiniti i suoi
desideri e le sue ricchezze.
Ti è vicino come la tua stessa vita,
ma non puoi conoscerlo interamente.

Così parlo di te e di me (Odisseas Elitis, Monogramma 1972)

Così parlo di te e di me
Perchè ti amo e nell'amore so
Entrare come Plenilunio
Da ogni parte, per il tuo piccolo piede nelle lenzuola sconfinate
So sfogliare gelsomini - ed ho la forza,
Sopita, di soffiare di portarti
Attraverso passaggi luminosi e segreti porticati del mare
Alberi ipnotizzati e ragnatele inargentate
Di te hanno sentito parlare le onde,
Come accarezzi, come baci,
Come sussurri il "cosa" e il "si"
Tutt'intorno alla gola, alla baia
Sempre noi la luce e l'ombra
Sempre tu la piccola stella e io l'oscuro natante
Sempre tu il porto e io il faro di destra
Il molo bagnato e il bagliore sui remi
In alto nella casa coi rampicanti
Le rose intrecciate, l'acqua che si fa fredda
Sempre tu la statua di pietra e sempre io l'ombra che cresce
Tu l'imposta accostata, io il vento che la apre
Perchè ti amo, e ti amo
Sempre tu la moneta e io l'adorazione che le da valore:
Tanto la notte, tanto l'urlo nel vento
Tanto la goccia nel cielo, tanto il silenzio
Tutt'intorno il mare despota
L'arcata del cielo con le stelle
Tanto il tuo più piccolo respiro
Tra le quattro pareti, il soffitto, il pavimento
Io non ho altro se non
L'urlo che è tuo e colpisce la mia voce
L'odore che è il tuo e s'infuriano gli uomini
Perchè non sopportano quel che non hanno
Provato ed è loro straniero, è presto, mi senti
E' presto ancora in questo mondo amore mio
per parlare di te e di me

Ricordati di me (Paola Biondi)

Dedicato a te Angelo mio...
sperando che un giorno
riuscirai a leggere
queste mie parole.
Sono parole tristi
come tu ben sai.
La vita che ho trascorso
è stata molto amara
e solo con te
ho trovato la forza
di parlarne,
l'ho paragonata a un puzzle
Ma tu, pezzo dopo pezzo,
sei riuscito a capirne il significato.
Solo tu lo puoi capire...
perché è dedicato a te...
È giunta l'ora di chiederti ...
Ricordati di Me...!
So che tu lo farai,
perché, dietro la tua freddezza
hai un cuore d'oro e tanto
Amore da dare...
Forza e coraggio, io sarò
sempre con te!
Sarò i mille venti che soffiano...
Sarò l'ebbrezza della sera
che ti accarezza il viso...
Sarò il sole che ti scalda la pelle...
Sarò la dolce pioggia d'Autunno...
Quando vedrai nella notte brillare
una stella...
Ricorda
io sarò lì,
vicino a te...
Solo una cosa ti chiedo
Angelo Mio...
Ricordati di Me!!!

Il foglio e la penna (dal web)

Amore mio,
sei vento che muove i miei giorni
pioggia che cancella le malinconie
sole che scalda i miei sensi
siamo vita che cresce
fuoco che brucia lento e maestoso
amami e tienimi con te.
Insieme saremo
il foglio e la penna
che scriveranno la nostra vita.
Per sempre!

Tu Si' 'na Cosa Grande (Domenico Modugno)

Tu si' 'na cosa grande pe' mme
'na cosa ca me fa nnammura'
'na cosa ca si tu guard''a mme
je me ne moro accussi'
guardanno a tte
vurria sape' 'na cosa da te
pecche' quanno i' te guardo accussi'
si pure tu te siente 'e muri'
nun m''o ddice
e nun m''o faje capi', ma pecche'.
e dillo 'na vota sola
si pure tu staje tremmanno
dillo ca me vuoi bene
comm'io, comm'io,
comm'io voglio bene a tte...
tu si' 'na cosa grande pe' mme
'na cosa ca tu stessa nun saje
'na cosa ca nun aggio avuto maje
nu bene accussi', accussi' grande...
si pure tu te siente 'e muri'
nun m''o ddice
e nun m''o faje capi', ma pecche'.
e dillo 'na vota sola
si pure tu staje tremmanno
dillo ca me vuoi bene
comm'io, comm'io,
comm'io voglio bene a tte...
tu si' 'na cosa grande pe' mme
'na cosa ca tu stessa nun saje
'na cosa ca nun aggio avuto maje
nu bene accussi', accussi' grande
accussi' grande.

Paris di notte (Jacques Prèvert)

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.

Saper attendere (Miao Yin)

Molto spesso i risultati non giungono.
I nostri sforzi paiono vani e tutto intorno a noi
non cambia. La forza impressa alla realtà
non produce alcun cambiamento.
La semina allora andrà ripetuta e le nostre
speranza rinnovate. Non tutti i momenti del
tempo si prestano al rinnovamento.
I cicli negativi devono terminare.
In questi momenti è necessario opporre
alla frustrazione la pazienza.
Nei momenti in cui nessuno si accorge
dei nostri sforzi non possiamo rivendicare
dei meriti. Non possiamo prendere decisioni
definitive in quei momenti. Dobbiamo lasciare
che tutto scorra verso i nostri canali.
Otterremo dei consensi quando
la carica negativa del periodo in cui ci troviamo
si sarà esaurita. Saremo ripagati soltanto
allora. La spinta che il reale riceve dalle
nostre azioni non si smarrisce. Essa persiste
nella sua azione dinamica per tutto il ciclo
negativo e una volta battute le circostanze produce
i suoi risultati. Si raccoglie sempre avendo
seminato anche se a volte più tardi di quando pensiamo.

Ferite (Kurt Marti)

Ferirsi l’un l’altro
senza riguardo
se l’anima avesse
vene e carne
ce ne andremmo in giro
coperti di sangue
squarciati da ferite

Quello Che Le Donne Non Dicono (Fiorella Mannoia)

Ci fanno compagnia certe lettere d'amore
parole che restano con noi,
e non andiamo via
ma nascondiamo del dolore
che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po'
è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi,
siamo così
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si".
In fretta vanno via della giornate senza fine,
silenzi che familiarità,
e lasciano una scia le frasi da bambine
che tornano, ma chi le ascolterà...
E dalle macchine per noi
i complimenti dei playboy
ma non li sentiamo più
se c'è chi non ce li fa più
cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po'
è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
ancora con noi.
Siamo così, dolcemente complicate,
sempre più emozionate, delicate ,
ma potrai trovarci ancora quì
nelle sere tempestose
portaci delle rose
nuove cose
e ti diremo ancora un altro "si",
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si"

Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (Paulo Coelho)

Resterò seduto qui, al tuo fianco, finchè rimarrai di fronte a questo fiume. E se te ne andrai a dormire, io dormirò davanti alla casa dove vivi. E se tu partirai, io seguirò i tuoi passi. Fino a quando mi dirai: "Và via". Solo allora me ne andrò. Ma ti amerò per il resto della vita.
Avevo sempre saputo che il vero amore è al di sopra di tutto e che sarebbe stato meglio morire, piuttosto che cessare di amare. Ma pensavo che solo gli altri ne avessero il coraggio. In quel momento, invece, scoprivo di esserne capace anch'io. Anche se avesse dovuto significare partenza, solitudine, tristezza, l'amore valeva comunque ogni centesimo del suo prezzo.

Ci sono dei momenti nella nostra vita (dal telefilm One Tree Hill)

Ci sono dei momenti nella nostra vita che ci troviamo ad un bivio. Impauriti, confusi, senza una meta. Le scelte che facciamo in questi momenti possono segnare il resto della nostra vita. É certo che quando si è di fronte all’ignoto, la maggior parte di noi preferisce far retromarcia e tornare indietro. Ma occasionalmente, le persone ti fanno pressione per qualcosa di meglio. Qualcosa aldilà del dolore di dover continuare da soli. E aldilà del valore e del coraggio che ci porta a far entrare qualcuno. O di dare un’altra possibilità a qualcuno. Qualcosa aldilà della calma persistenza di un sogno. Perché è solo quando ti metti alla prova…che scopri chi sei veramente. Ed è solo quando ti metti alla prova che scopri chi puoi essere. La persona che vuoi essere, esiste. Da qualche parte sull’altro lato del duro lavoro, della fede, credenza…ed oltre l’angoscia e la paura di quello che ci aspetta più avanti.

Balla mia Esmeralda (da Notredame de Paris)

Quando il tempo sara' passato
La terra scoprira'
I nostri due scheletri abbracciati
E il mondo lo sapra'
Che Quasimodo amo' Esmeralda
La raggiunse e la strinse a se'
Oltre i baci da respirare
Nella morte che da' la vita
All'amore che mai non muore
Il mio corpo l'ho abbandonato
Mangiatelo.. avvoltoi
Che la morte ha gia' incatenato
I nostri nomi e noi
Cosi l'anima vola via
Via da un misero mondo perso
Questo amore sara' una scia
Tra le luci dell'universo
Tra le luci dell'universo..
Balla.. mia Esmeralda
Canta.. mia Esmeralda
Balla ancora.. amore mio
Mi sento solo da morire
Balla.. mia Esmeralda
Canta.. mia Esmeralda
Con te sto morendo anch'io
Perche' ti voglio da morire
Balla.. mia Esmeralda
Canta.. mia Esmeralda
Questa vita se ne va
L'amore vive e fa morire
Balla.. mia Esmeralda
Canta.. mia Esmeralda
Al di la' dell'al di la'
L'amore non sapra'
Morire
Balla.. mia Esmeralda
Canta.. mia Esmeralda
Con te io vivro'.. con te
Perche' con te non e'
Morire

video

Desiderio (Paola Loreto)

Cerco un uomo che adori le stagioni,
che non tema l’inverno, e neppure
il primo vero. Che sappia vedermi,
come oggi, in questa luce che non so
afferrare, che mi tiene in una palla
di vetro, bagna d’ambra e scompiglia
i riflessi dei capelli sulle ciglia.
Ho trovato qualcuno che si sveglia
a mezzanotte per scalare una montagna,
senza freddo e senza esitazioni.
Oggi sa di che colore ho la pelle
anche se non è con me. Sa il giallo
del larice e il rosso dell’acero.
La ruggine del faggio e il verde cupo
degli abeti. Sa la vita e le sue vere
esigenze: quale pasta mi piace
mangiare la sera e mi dà forza,
e come sfilo la camicia la notte
per far finta di andare a dormire.

L'indifferente (Jose' Hierro)

Adesso saremo felici,
quando non c'è niente da sperare.
Che cadano le foglie secche,
che nascano da fiori bianchi,
che importa!
Che splenda il sole o che arpeggi
la pioggia sul vetro,
che tutto sia menzogna
o sia tutto verità;
che regni sulla terra
la primavera immortale
o che declini la vita,
che importa!
Che ci siano musiche erranti,
che importa!
A che fine vogliamo musiche
se non c'è niente da cantare.

Fra le stelle (Blaga Dimitrova)

L'uno ancora dall'altra lontani camminavamo.
Con le sue ombre il bosco ci ha inseguito.
Alzammo però lo sguardo... E nel cielo in un istante
una valanga di stelle ci ha trascinato.
Involontariamente allora mi sono stretta a te
per non perdermi nella via Lattea.
E tu con mano forte mi hai preso per mano -
perché le infinite stelle non ci dividano.
Così da allora siamo rimasti in due.
E sempre penso: se l'uno
dall'altra si staccasse appena,
nel grande mondo non ci troveremmo.

La luce delle stelle (Da "Il Guardiano del faro" di Sergio Bambaren)

- Raccogli una stella - disse il vecchio.
- Non ne vedo neanche una. E' mezzogiorno, e le stelle fanno capolino solo alla sera
- Dunque mi stai dicendo che le stelle esistono soltanto di notte?
- No, nient'affatto. Se ne stanno là, da qualche parte. Solo che non riesco a vederle - Non sei ancora capace di attraversare i muri di cristallo, vero?
- Prego?
- Chiudi gli occhi, mia cara - suggerì l'Ammiraglio.
Lei li chiuse dolcemente.
- Durante il giorno, le stelle se ne stanno quatte quatte ad aspettare la notte per mostrare la luce. Ma loro brillano sempre, di giorno e di notte. Che cosa vedi, Paola?
Paola sorrise. Aveva ancora gli occhi chiusi.
- Che cosa vedi?
Lei sorrise di nuovo
- Mi creda o no, Ammiraglio, ora guardo milioni e milioni di stelle!
- Le stelle aspettano la sera per mostrare la loro luce o sei tu a lasciarti trasportare dalla notte in pieno giorno?
Il guardiano del faro strinse forte le mani di Paola nelle sue
- Tu hai appena attraversato un muro di cristallo. Non aprire gli occhi. Continua a fissare con la mente la tua magnifica notte stellata. E fra tutte le stelle del tuo cielo, raccogline una e fa, che Ia tua vita diventi la sua luce. Poi trasformala in una stella tanto speciale, tanto bella che tutte le stelle del cielo per un attimo smettano di brillare, soltanto per un istante, al solo cospetto di tanta luminosità
- L'ho presa! - gridò Paola.
- Bene! - rispose l'Ammiraglio - Ora è tua, per sempre. Dipenderà soltanto da te mantenerla viva e brillante per il resto della vita, giorno e notte. Lei sarà lì per te, sempre. Anche quando la tempesta è forte, e la tavola da surf si schianta contro gli scogli. E anche quando t'innamori e impari ad amare, quando ti specchi in lui e lui in te... lei è sempre là. Ma più di tutte le altre - precisò l'uomo - la tua stella brillerà quando ti lascerai trasportare sulle ali dei tuoi sogni.
- Proprio come la luce del suo faro - osservò lei.

Da Oceano Mare (Alessandro Barrico)

Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto,
e può andare avanti anni a crederci,
non importa quanto pazze sono, e inverosimili,
se le porta addosso, e basta.
Si è anzi felici, di cose del genere. Felici.
E potrebbe non finire mai.
Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa,
nel cuore del gran marchingegno fantastico,tac,
senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì,
senza capire come mai tutta quella favolosa storia
non ce l'hai più addosso,
ma davanti,
come fosse la follia di un altro, e quell'altro sei tu. Tac.
Alle volte basta un niente.
Anche solo una domanda che affiora.
Basta quello.

I piu' uniti (Blaga Dimitrova)

Vuoi che rimanga per te solo un'amica.
Come posso capirlo?
Che mani fuse fino al dolore
ora si sfiorino appena?
Sguardi che assetati si bevevano al fondo -
accennino soltanto un saluto?
Labbra senza pietà ardenti
si scambino semplici frasi?
No, non siamo buoni amici.
Non può esistere un mezzo-amore.
Eravamo i più uniti...
Per questo, da ora
nel mondo saremo i più estranei.


Non lo so se abbiamo ognuno il suo destino (da Forrest Gump)

Non lo so se abbiamo
ognuno il suo destino
o se siamo tutti trasportati
in giro per caso come da una brezza,
ma io credo,
può darsi le due cose,
forse le due cose
capitano nello stesso momento.


Amarena (Blaga Dimitrova)

"Hai freddo?" - mi hai chiesto
e mi hai stretto in un abbraccio.
In te rannicchiata con fiducia,
sono sbocciata appieno… E quali
canti di uccelli d'oltremare ho udito!
Venti del sud iniziavano a soffiare.
E come un'amarena, ancora intimidita
Ho dato via i miei colori.
Dove sei, libero, oggi,
dopo avermi lasciata sola nella neve?
Incurante, non mi chiedi più:
Hai freddo? … Adesso
Quell'inverno è intorno a me,
col gelo e un bianco deserto.
Ed io, amarena matura innanzi tempo,
tremo con le mie foglie bruciate.


Gli erano entrate negli occhi (A.Barrico)

Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini,
come l’istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata.
Se le sarebbe portate dietro per sempre.
Perché è così che ti frega, la vita.
Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata
e ti semina dentro un’immagine, o un odore,
o un suono che poi non te lo togli più.
E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi.
E già sei, per sempre, un esule:
a migliaia di chilometri da quell’immagine,
da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.

Vorrei sapere dove sei questa notte (Andrea De Carlo)

Vorrei sapere dove sei questa notte,
mentre qui sono le quattro e non riesco ad addormentarmi.
Vorrei sapere cosa stai facendo e con chi sei, e che faccia hai,
se ti ho già incontrato o ci siamo solo sfiorati qualche volta,
se siamo sempre stati distanti senza il minimo punto di contatto.
Vorrei sapere se ci incontreremo e quando.
Se ci incontreremo troppo tardi o appena in tempo,
o ci incontreremo ma non riusciremo neanche a capire che eravamo noi
e quanto eravamo importanti uno per l’altra.
Io credo che ti riconoscerei subito, anzi sono sicura.
Mi basterebbe guardarti negli occhi un attimo per capire chi sei tu,
o solo guardarti entrare in una stanza. Mi basterebbe un secondo, o meno.
Però adesso dove sei?
Adesso che sono così sola triste e senza speranza,
dopo tutti questi uomini vili e freddi e mammoni e indifferenti e sadici e semplicemente sbagliati?
Dove sei? E ci sei, poi?

Sarei già andato lontano (Goethe)

Sarei già andato lontano,
tanto lontano quanto è grande il mondo,
se non mi trattenessero le stelle
che hanno legato il mio al tuo destino,
così che solo in te posso conoscermi.
E la poesia, i sogni, il desiderio,
tutto mi spinge a te, alla tua natura,
e dalla tua dipende la mia vita.

Frenetiche notti (Emily Dickinson)

O frenetiche notti!
Se fossi accanto a te,
Queste notti frenetiche sarebbero
La nostra estasi!
Futili i venti
A un cuore in porto:
Ha riposto la bussola,
Ha riposto la carta.
Vogare nell'Eden!
Ah, il mare!
Se potessi ancorarmi
Stanotte in te!

Non sono nulla (Fernando Pessoa)

Non sono nulla, non posso nulla,
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere,
né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l'amore
marcisce sul morto tronco dell'illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell'ombra, incerto cuore.

da Cento poesie (Adonis)

Com'è amara e com'è dolorosa la nostalgia per la sua casa
poggiando la guancia sulla spalla della notte arreso a lei
alla sua casa silente sotto l'arco dei pini,
la notte legge le sue opere vegliando le porte e le finestre,
nessun fuoco tranne quello che crepita nel corpo libero,
o ciò che divampa sulla sua terra
(oggi è buio quel passaggio verso la sua terra,
e il vento spira impetuoso da ogni parte),
com'è amara e com'è dolorosa la nostalgia
per ciò che rimane delle leggende del mio amore
com'è arduo parlare di lei, non ho fuoco
per questa carcassa
se non quello delle parole.

Caruso (Lucia Dalla)

Qui dove il mare luccica
e tira forte il vento
su una vecchia terrazza davanti
al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza
dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce
e ricomincia il canto.
Te voglio bene assaie
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue
dint'e vene sai
Vide le luci in mezzo al mare
pensò alle notti là in America
ma erano solo le lampare
e la bianca scia di un'elica
sentì il dolore nella musica
si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna
uscire da una nuvola
gli sembrò dolce anche la morte
guardò negli occhi la ragazza
quegli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso uscì una lacrima
e lui credette di affogare.
Te voglio bene assaie
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue
dint'e vene sai.
Potenza della lirica
dove ogni dramma è un falso
che con un pò di trucco
e con la mimica
puoi diventare un altro
ma due occhi che ti guardano
così vicini e veri
ti fan scordare le parole
confondono i pensieri
così diventa tutto piccolo
anche le notti là in America
ti volti e vedi la tua vita
come la scia di un'elica
ma si è la vita che finisce
ma lui non ci pensò
poi tanto
anzi si sentiva già felice
e ricominciò il suo canto
Te voglio bene assaie
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue
dint'e vene sai.
dint'e vene sai.

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Terrore di amarti (Sophia de Mello Breyner Andresen)

Terrore di amarti
in un posto così fragile come il mondo
Pena di amarti
in questo luogo di imperfezione
Dove tutto ci spezza e ammutolisce
Dove tutto ci mente
e ci separa...

Scrivimi (Nino Buonocore)

Scrivimi
quando il vento avrà spogliato gli alberi
gli altri sono andati al cinema,
ma tu vuoi restare sola
poca voglia di parlare,
e allora scrivimi
servirà a sentirti meno fragile
Quando nella gente
troverai solamente indifferenza
tu non ti dimenticare mai di me
e se non avrai da dire niente di particolare
non ti devi preoccupare io saprò capire
A me basta di sapere
che mi pensi anche un minuto
perché io so accontentarmi
anche di un semplice saluto
ci vuole poco per sentirsi più vicini
Scrivimi
quando il cielo sembrerà più limpido
le giornate ormai si allungano
ma tu non aspettar la sera
se hai voglia di cantare
scrivimi anche quando penserai
che ti sei innamorata
tu non ti dimenticare mai di me
e se non sai come dire
se non trovi le parole
non ti devi preoccupare,
io saprò capire
a me basta di sapere
che mi pensi anche un minuto
perché io so accontentarmi
anche di un semplice saluto
ci vuole poco per sentirsi più vicini
scrivimi,
anche quando penserai
che ti sei innamorata tu scrivimi...



di Cesare Pavese

Anche la notte ti somiglia,
la notte remota che piange
muta, dentro il cuore profondo,
e le stelle passando stanche.
Una guancia tocca una guancia-
è un brivido freddo, qualcuno
si dibatte e t'implora, solo,
sperduto in te, nella tua febbre.
La notte soffre e anela l'alba,
povero cuore che sussulti.
O viso chiuso, buia angoscia,
febbre che rattristi le stelle,
c'è chi come te attende l'alba
scrutando il tuo viso in silenzio.
Sei distesa sotto la notte
come un chiuso orizzonte morto.
Povero cuore che sussulti,
un giorno lontano eri l'alba.

Ti voglio (Cernuda Luis)

Ti voglio.
Te l'ho detto con il vento
come un bruco gioca nella sabbia;
come un organo irato tempestoso;
te l'ho detto con il sole,
che dei giovani indora i corpi nudi
e nelle cose innocenti sorride;
l'ho detto con le nuvole
meste fronti che il cielo sostengono,
tristezze fuggitive;
l'ho detto con le piante
le diafane creature che si coprono
d'improvviso rossore;
te l'ho detto con l'acqua
vita lucente che nasconde l'ombra;
e te l'ho detto con la mia paura
e te l'ho detto con la mia allegria,
e con astio, e tremende parole.
Ma non mi basta:
oltre la vita voglio
dirtelo con la morte;
oltre l'amore voglio
dirtelo con l'oblio.

Quanto abbiamo dipinto (Adonis)

Quanto abbiamo dipinto sull’inchiostro
e sulla luce all’ombra di un ulivo
la nostra ferita
ma l'abbiamo mescolata
all'erba e all'acqua: acqua
che si trasforma in cetra, erba
che si trasforma in inchiostro.
Quanto era lunga
la notte dei nostri tormenti
ma abbiamo cancellato le tenebre coi passi
e sommerso col diluvio delle passioni
tutto ciò che ci circonda.
Il nostro amore è morto...
ma le sue tracce
non muoiono,
non hanno limiti.



Assenza (Sophia de Mello Breyner Andresen)

In un deserto senz'acqua
In una notte senza luna
In un paese senza nome
O in una terra nuda
Per quanto grande
sia la disperazione
Nessuna lontananza
è più profonda della tua.

Saro' (Raffaella Cavalli)

Non ricordo più quanti anni ho
In questa notte di malinconia
E sposto indietro il tempo che va via
Era bella la mia ingenuità
Io che giocavo dentro casa mia
Con gli amici e i sogni in periferia, oh no
Mi dicevo, verrà il giorno in cui
Sarò, sarò
Una donna e mi innamorerò
E con l'uomo dei miei sogni io
Farò di noi una persona sola
E se i grandi non si cercano
Se non s'innamorano
Mi dicevo, invece io ci riuscirò
Si diventa grandi alla mia età
E scopri tutta un'altra verità
Maledetto il giorno in cui il mio sguardo ti trovò
Ma di più ho sbagliato a dirti, io
Sarò, sarò
La tua donna e non ti perderò
Tu sei quello che aspettavo ed io
Farò di noi una persona sola
Ma poi tutto è stato inutile
Ora sto imparando a perdere
Ed amare inutilmente non si può
Ma stanotte non finisce qui
Può anche esserci un addio
Ma come dico io
La mia mano sul telefono
Sento il cuore correre
E la rabbia mia ti grida che
Sarò, sarò
La tua donna e ti dimostrerò
Che ad amare anche per te ce la farò
Perché
Siamo una cosa sola
E che importa se è evidente che
T'amo inutilmente
Il tuo tutto ed il tuo niente
Per te sarò.


Cuore in me (da Notredame de Paris)

Cuore in me
Che sei cosi' spezzato
Cuore in me
Che il corpo
ha dilaniato
E separato in due
Due donne sono tue
Tu due meta'
Cuore in me
Diviso tra due visi
Cuore in me
Tu che desideri
Prendi e
non sai se c'e'
In te piu' colpa o piu'
Felicita'
Con una al sole
Con l'altra di nascosto
Una e' amore
E l'altra e'
sangue al cuore
Una e' sempre
Come l'eternita'
Con l'altra
il tempo e' niente
E' vanita'
Cuore in me
Tu sei diviso in due
Cuori che
Sono due muscoli
Che mi conoscono
Sono schiacciato ma
La forza e' mia
Cuore in me
Ti senti lacerato
Cuore in me
Che ami perche' sei
Amato Tu lo sai
L'amore e' farlo e tu
Quindi lo fai
Con una in cielo
Con l'altra nell'inferno
Una e' miele
E l'altra e' dolce fiele
Una ascolta
Le mie promesse al vento
E l'altra come mento
E le sconfesso
Cuore in me
Amato ma spezzato
Cuore in me
L'amore ti ha chiamato
E tu ti spacchi in due
Due donne sono tue
Tu cosa sei?
Cuore in me
Osceno piu' del sesso
Cuore in me
Per le due donne che
Ami e non sai se c'e'
In te piu' colpa o piu'
Felicita'
Cuore, che
Cuore sei?
Cuore in me
Che sei cosi' spezzato
Cuore in me
Che il corpo
ha dilaniato
E separato in due
Due donne sono tue
Tu due meta'
Cuore, che
Cuore sei?
Cuore in me


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da "Undici minuti" (Paulo Coelho)

L’amore non sta nell’altro, ma dentro noi stessi. Siamo noi che lo risvegliamo. Ma perché ciò accada, abbiamo bisogno dell’altro. L’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni.
La Passione ti fa smettere di mangiare, di dormire, di lavorare, di vivere in pace. Molti si spaventano perché, quando compare, distrugge tutto ciò che di vecchio incontra. Nessuno vuole mettere a soqquadro il proprio mondo. Perciò alcune persone, tante, riescono a controllare questa minaccia, mantenendo in piedi una casa o una struttura già marcia. Sono gli ingegneri delle cose superate.
Altri individui pensano esattamente il contrario: si abbandonano senza riflettere, aspettandosi di trovare nella passione la soluzione di tutti i loro problemi. Attribuiscono all’altro il merito della propria felicità, e la colpa della propria possibile infelicità. Sono sempre euforici perché è accaduto qualcosa di meraviglioso, oppure depressi perché un evento inatteso ha finito per distruggere tutto.
Sottrarsi alla passione, o abbandonarvisi ciecamente: quale di questi atteggiamenti è il meno distruttivo? Non lo so.
Il desiderio profondo, più reale, è quello di avvicinarsi a qualcuno. Quando il desiderio è nel suo stato puro, uomo e donna si innamorano della vita, vivono ogni attimo con venerazione e in modo consapevole, aspettando sempre il momento giusto per celebrare la prossima benedizione. Queste persone non hanno fretta, non fanno precipitare gli eventi con azioni inconsapevoli: sanno che l’inevitabile si manifesterà, che ciò che è autentico troverà sempre una maniera di mostrarsi. Quando arriva il momento, non esitano, non perdono l’occasione, non si lasciano sfuggire un solo attimo magico perché conoscono e rispettano l’importanza di ogni secondo.
Ho lasciato che mi innamorassi per una semplice ragione: non mi aspetto nulla.


La lettera lungo la strada (Pablo Neruda)

Addio,
ma con me sarai, verrai dentro
una goccia di sangue che circolerà nelle mie vene,
o fuori, bacio che mi brucia il volto
o cinturone di fuoco nella mia cintola.
Dolce mia, accogli
il grande amore che uscì dalla mia vita
e che in te non trovava territorio
come l'esploratore sperduto
nell'isola del pane e del miele.
Io ti trovai dopo
la tormenta,
la pioggia lavò l'aria
e nell'acqua
i tuoi dolci piedi brillarono come pesci.
Adorata, vado alle mie battaglie.
Graffierò la terra per farti una grotta
lì il tuo Capitano
t'attenderà con fiori nel letto.
Non pensar più, mia dolcezza,
al tormento
che passò tra di noi
come un fulmine di fosforo
lasciandoci forse la sua bruciatura.
Venne anche la pace, perché torno
a lottare alla mia terra,
e poiché ho il cuore completo
con la parte di sangue che mi desti
per sempre,
e poiché
reco
le mani piene del tuo essere nudo,
guardami,
guardami,
guardami per il mare, che vado raggiante,
guardami per la notte che navigo,
e mare e notte sono gli occhi tuoi.
Non sono uscito da te quando m'allontanai.
Ora ti racconterò:
la mia terra sarà tua,
vado a conquistarla,
non solo per darla a te,
ma per tutti,
per tutto il mio popolo.
Un giorno il ladro uscirà dalla sua torre.
E l'invasore sarà espulso.
Tutti i frutti della vita
cresceranno nelle mie mani,
prima abituati alla polvere da sparo.
E saprò accarezzare i nuovi fiori,
perché tu m'insegnasti la tenerezza.
Dolce mia, adorata,
verrai con me a lottare a corpo a corpo
perché nel mio cuore vivono i tuoi baci
come bandiere rosse,
e se cado, non solo
mi coprirà la terra,
ma questo grande amore che mi recasti
e che visse circolando nel mio sangue.
Verrai con me,
in quell'ora ti attendo,
in quell'ora e in tutte le ore,
in tutte le ore ti attendo.
E quando verrà la tristezza che odio
a bussare alla tua porta,
dille che io ti attendo;
e quando la solitudine vorrà che cambi
l'anello in cui sta scritto il mio nome,
di' alla solitudine che parli con me,
che io dovetti andarmene
perché sono un soldato,
e che là dove sono,
sotto la pioggia o sotto
il fuoco,
amor mio, t'attendo,
t'attendo nel deserto più duro
e presso il limone fiorito:
in ogni parte dove sia la vita,
dove la primavera sta nascendo,
amore mio, t'attendo.
Quando ti diranno « Quell'uomo
non t'ama. » , ricorda
che i miei piedi son soli in quella notte, e cerca
i dolci e piccoli piedi che adoro.
Amore, quando ti diranno
che t'ho dimenticata, e anche se
sarò io a- dirlo,
quando io te lo dirò,
non credermi
chi e come potrebbe
reciderti dal mio petto,
e chi raccoglierebbe
il mio sangue
quando verso di te m'andassi dissanguando?
Me neppure posso
dimenticare il mio popolo.
Vado a lottare in ogni strada,
dietro ogni pietra.
Anche il tuo amore m'aiuta:
È un fiore chiuso
che ogni volta mi empie del suo aroma
e che s'apre d'improvviso
dentro di me come una grande stella.
Amore mio, è notte.
L'acqua nera, il mondo
addormentato, mi circondano.
Poi verrà l'aurora,
e nel frattempo io ti scrivo
per dirti: « Ti amo » .
Per dirti: « Ti amo » , cura,
pulisci, innalza,
difendi
il nostro amore, anima mia.
Io te lo lascio come se lasciassi
un pugno di terra con semi.
Dal nostro amore nasceranno vite.
Nel nostro amore berranno acqua.
Forse arriverà un giorno
in cui un uomo
e una donna, uguali
a noi,
toccheranno questo amore, e ancora avrà forza
per bruciare le mani che lo toccheranno.
Chi fummo? Che importa?
Toccheranno questo fuoco,
e il fuoco, dolce mia, dirà il tuo semplice nome
e il mio, il nome
che tu sola sapesti, perché tu sola
sulla terra sai
chi sono, e perché nessuno mi conobbe come una,
come una sola delle tue mani,
perché nessuno
seppe come, né quando,
il mio cuore stette ardendo:
solamente
i tuoi grandi occhi grigi lo seppero,
la tua grande bocca,
la tua pelle, i tuoi seni,
il tuo ventre, le tue viscere
e l'anima tua che io risvegliai
perché restasse
a cantare fino alla fine della vita.
Amore, t'attendo.
Addio, amore, t'attendo.
Amore, amore, t'attendo.
Così questa lettera termina
senza nessuna tristezza:
sono fermi i miei piedi sulla terra,
la mia mano scrive questa lettera lungo la strada,
e in mezzo alla vita sarò
sempre
vicino all'amico, di fronte al nemico,
col tuo nome sulle labbra,
e un bacio che giammai
s'allontanò dalla tua bocca.


di Wystan Hugh Auden

Lui era il mio nord, il mio sud,
il mio est e ovest,
la mia settimana di lavoro
e il dì di mio riposo, la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte,
la mia lingua, il mio canto.
Pensavo che l'amore fosse eterno
e avevo torto.
Non servono più le stelle,
spegnetele anche tutte,
imballate la luna,
smontate pure il sole,
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco
perché ormai più nulla può giovare.


 
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