Cuore in me (da Notredame de Paris)

Cuore in me
Che sei cosi' spezzato
Cuore in me
Che il corpo
ha dilaniato
E separato in due
Due donne sono tue
Tu due meta'
Cuore in me
Diviso tra due visi
Cuore in me
Tu che desideri
Prendi e
non sai se c'e'
In te piu' colpa o piu'
Felicita'
Con una al sole
Con l'altra di nascosto
Una e' amore
E l'altra e'
sangue al cuore
Una e' sempre
Come l'eternita'
Con l'altra
il tempo e' niente
E' vanita'
Cuore in me
Tu sei diviso in due
Cuori che
Sono due muscoli
Che mi conoscono
Sono schiacciato ma
La forza e' mia
Cuore in me
Ti senti lacerato
Cuore in me
Che ami perche' sei
Amato Tu lo sai
L'amore e' farlo e tu
Quindi lo fai
Con una in cielo
Con l'altra nell'inferno
Una e' miele
E l'altra e' dolce fiele
Una ascolta
Le mie promesse al vento
E l'altra come mento
E le sconfesso
Cuore in me
Amato ma spezzato
Cuore in me
L'amore ti ha chiamato
E tu ti spacchi in due
Due donne sono tue
Tu cosa sei?
Cuore in me
Osceno piu' del sesso
Cuore in me
Per le due donne che
Ami e non sai se c'e'
In te piu' colpa o piu'
Felicita'
Cuore, che
Cuore sei?
Cuore in me
Che sei cosi' spezzato
Cuore in me
Che il corpo
ha dilaniato
E separato in due
Due donne sono tue
Tu due meta'
Cuore, che
Cuore sei?
Cuore in me


da "Undici minuti" (Paulo Coelho)

L’amore non sta nell’altro, ma dentro noi stessi. Siamo noi che lo risvegliamo. Ma perché ciò accada, abbiamo bisogno dell’altro. L’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni.
La Passione ti fa smettere di mangiare, di dormire, di lavorare, di vivere in pace. Molti si spaventano perché, quando compare, distrugge tutto ciò che di vecchio incontra. Nessuno vuole mettere a soqquadro il proprio mondo. Perciò alcune persone, tante, riescono a controllare questa minaccia, mantenendo in piedi una casa o una struttura già marcia. Sono gli ingegneri delle cose superate.
Altri individui pensano esattamente il contrario: si abbandonano senza riflettere, aspettandosi di trovare nella passione la soluzione di tutti i loro problemi. Attribuiscono all’altro il merito della propria felicità, e la colpa della propria possibile infelicità. Sono sempre euforici perché è accaduto qualcosa di meraviglioso, oppure depressi perché un evento inatteso ha finito per distruggere tutto.
Sottrarsi alla passione, o abbandonarvisi ciecamente: quale di questi atteggiamenti è il meno distruttivo? Non lo so.
Il desiderio profondo, più reale, è quello di avvicinarsi a qualcuno. Quando il desiderio è nel suo stato puro, uomo e donna si innamorano della vita, vivono ogni attimo con venerazione e in modo consapevole, aspettando sempre il momento giusto per celebrare la prossima benedizione. Queste persone non hanno fretta, non fanno precipitare gli eventi con azioni inconsapevoli: sanno che l’inevitabile si manifesterà, che ciò che è autentico troverà sempre una maniera di mostrarsi. Quando arriva il momento, non esitano, non perdono l’occasione, non si lasciano sfuggire un solo attimo magico perché conoscono e rispettano l’importanza di ogni secondo.
Ho lasciato che mi innamorassi per una semplice ragione: non mi aspetto nulla.


La lettera lungo la strada (Pablo Neruda)

Addio,
ma con me sarai, verrai dentro
una goccia di sangue che circolerà nelle mie vene,
o fuori, bacio che mi brucia il volto
o cinturone di fuoco nella mia cintola.
Dolce mia, accogli
il grande amore che uscì dalla mia vita
e che in te non trovava territorio
come l'esploratore sperduto
nell'isola del pane e del miele.
Io ti trovai dopo
la tormenta,
la pioggia lavò l'aria
e nell'acqua
i tuoi dolci piedi brillarono come pesci.
Adorata, vado alle mie battaglie.
Graffierò la terra per farti una grotta
lì il tuo Capitano
t'attenderà con fiori nel letto.
Non pensar più, mia dolcezza,
al tormento
che passò tra di noi
come un fulmine di fosforo
lasciandoci forse la sua bruciatura.
Venne anche la pace, perché torno
a lottare alla mia terra,
e poiché ho il cuore completo
con la parte di sangue che mi desti
per sempre,
e poiché
reco
le mani piene del tuo essere nudo,
guardami,
guardami,
guardami per il mare, che vado raggiante,
guardami per la notte che navigo,
e mare e notte sono gli occhi tuoi.
Non sono uscito da te quando m'allontanai.
Ora ti racconterò:
la mia terra sarà tua,
vado a conquistarla,
non solo per darla a te,
ma per tutti,
per tutto il mio popolo.
Un giorno il ladro uscirà dalla sua torre.
E l'invasore sarà espulso.
Tutti i frutti della vita
cresceranno nelle mie mani,
prima abituati alla polvere da sparo.
E saprò accarezzare i nuovi fiori,
perché tu m'insegnasti la tenerezza.
Dolce mia, adorata,
verrai con me a lottare a corpo a corpo
perché nel mio cuore vivono i tuoi baci
come bandiere rosse,
e se cado, non solo
mi coprirà la terra,
ma questo grande amore che mi recasti
e che visse circolando nel mio sangue.
Verrai con me,
in quell'ora ti attendo,
in quell'ora e in tutte le ore,
in tutte le ore ti attendo.
E quando verrà la tristezza che odio
a bussare alla tua porta,
dille che io ti attendo;
e quando la solitudine vorrà che cambi
l'anello in cui sta scritto il mio nome,
di' alla solitudine che parli con me,
che io dovetti andarmene
perché sono un soldato,
e che là dove sono,
sotto la pioggia o sotto
il fuoco,
amor mio, t'attendo,
t'attendo nel deserto più duro
e presso il limone fiorito:
in ogni parte dove sia la vita,
dove la primavera sta nascendo,
amore mio, t'attendo.
Quando ti diranno « Quell'uomo
non t'ama. » , ricorda
che i miei piedi son soli in quella notte, e cerca
i dolci e piccoli piedi che adoro.
Amore, quando ti diranno
che t'ho dimenticata, e anche se
sarò io a- dirlo,
quando io te lo dirò,
non credermi
chi e come potrebbe
reciderti dal mio petto,
e chi raccoglierebbe
il mio sangue
quando verso di te m'andassi dissanguando?
Me neppure posso
dimenticare il mio popolo.
Vado a lottare in ogni strada,
dietro ogni pietra.
Anche il tuo amore m'aiuta:
È un fiore chiuso
che ogni volta mi empie del suo aroma
e che s'apre d'improvviso
dentro di me come una grande stella.
Amore mio, è notte.
L'acqua nera, il mondo
addormentato, mi circondano.
Poi verrà l'aurora,
e nel frattempo io ti scrivo
per dirti: « Ti amo » .
Per dirti: « Ti amo » , cura,
pulisci, innalza,
difendi
il nostro amore, anima mia.
Io te lo lascio come se lasciassi
un pugno di terra con semi.
Dal nostro amore nasceranno vite.
Nel nostro amore berranno acqua.
Forse arriverà un giorno
in cui un uomo
e una donna, uguali
a noi,
toccheranno questo amore, e ancora avrà forza
per bruciare le mani che lo toccheranno.
Chi fummo? Che importa?
Toccheranno questo fuoco,
e il fuoco, dolce mia, dirà il tuo semplice nome
e il mio, il nome
che tu sola sapesti, perché tu sola
sulla terra sai
chi sono, e perché nessuno mi conobbe come una,
come una sola delle tue mani,
perché nessuno
seppe come, né quando,
il mio cuore stette ardendo:
solamente
i tuoi grandi occhi grigi lo seppero,
la tua grande bocca,
la tua pelle, i tuoi seni,
il tuo ventre, le tue viscere
e l'anima tua che io risvegliai
perché restasse
a cantare fino alla fine della vita.
Amore, t'attendo.
Addio, amore, t'attendo.
Amore, amore, t'attendo.
Così questa lettera termina
senza nessuna tristezza:
sono fermi i miei piedi sulla terra,
la mia mano scrive questa lettera lungo la strada,
e in mezzo alla vita sarò
sempre
vicino all'amico, di fronte al nemico,
col tuo nome sulle labbra,
e un bacio che giammai
s'allontanò dalla tua bocca.


di Wystan Hugh Auden

Lui era il mio nord, il mio sud,
il mio est e ovest,
la mia settimana di lavoro
e il dì di mio riposo, la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte,
la mia lingua, il mio canto.
Pensavo che l'amore fosse eterno
e avevo torto.
Non servono più le stelle,
spegnetele anche tutte,
imballate la luna,
smontate pure il sole,
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco
perché ormai più nulla può giovare.


Per ricordarmi di te (Sergio Cammariere)

Per ricordarmi di te
Ombre trafiggono il mare
Come le stelle che cadono
E non si accendono più
E passa un cielo di nuvole
Mentre mi piove nell'anima
Sono stagioni che vanno lontano
E non tornano più
Per ricordarmi di te
Della tua bocca di maggio
E' solo un gioco ma credimi
Non c'entra niente con te
Perchè stanotte é la mia
E devo andare lontano
Ovunque il vento mi porterà
Voglio vedere che c'è
Per ricordarmi di te
Sono salito su un treno
Ed ho pensato che un giorno
Magari t'incontrerò
Senza più niente tra noi
Senza passare da dove sai, dove sai
Senza passare da dove sai
Quando i miei sogni saranno
Rimasti ormai dietro di me
Per ricordarmi di te
Per ricordarmi di te
Ore sfinite dai giorni
E dagli attesi ritorni
E treni senza di te
Perché ci vuole coraggio
Ci vuole molta speranza
Quando l'estate cadrà in una stanza
Lontano da te


Respiro un presente (Olivieri Alessandro)

Respiro un presente che sa di trascorsi
lontani ma non abbastanza,
ricordi offuscati resi

più dolci dai tempi passati
anche se dolci non lo eran mai stati.
Odierò, se possibile ma non posso
non sono padrone di odiarti
più di quanto lo sia di amarti.
Forse è un errore amar

senza chieder mai niente,
voler solamente esternare

ciò che si prova
per dimostrare a se stessi

che il cuore non mente.
E scoprire che tutti i tuoi sforzi
non servono ad altro se non a nutrire
un'Indifferenza che non riesci a capire.
Ma forse, l'amore non è mai sprecato
e l'errore più grande sarebbe

stato non averlo accettato
poichè sottile è il divario

fra temere di amare e temere la vita.

Io sono di legno (Giulia Carcasi)

Scordare è più crudele di dimenticare:
chi è dimenticato viene tolto dalla mente,
chi è scordato viene tolto dal cuore.
E se io abito nel tuo cuore e tu mi cacci,
io non avrò altro posto dove stare.
Dimenticami, ma non scordarmi.


Io e mio padre (Grazia Di Michele)

Se potessi parlarti di me
In questi giorni che il sole non c'è
Senza confondermi perché sei mio padre
Se potessi cantare per me
L'unica storia che al mondo non c'è
Li ricorderei che sei mio padre
Ti poserei la testa tra le mani

e mi addormenterei
Sognando isole e sirene in mezzo al mare
Ma non ho più
Fuochi da rubare in questa notte blu
Li hai visti forse tu che sei mio padre
Se potessi parlarmi di te
E frantumare il silenzio che c'è
Senza nasconderti perché sei mio padre
Ti prenderei quelle tue mani stanche
E ti riporterei
Nei nostri viaggi stralunati senza fine
Ma non hai più
Voglia di seguirmi in questa notte blu
Non hai parole tu che sei mio padre.

E restiamo qui
Più mi guardo e più somiglio a te
In un gesto o lampo di allegria
In questa smania di scappare via
Ci incontreremo mai io e mio padre
Ci incontreremo mai io e mio padre
Ti poserei la testa tra le mani

e mi addormenterei
Sognando isole e sirene in mezzo al mare
Ma non ho più
Fuochi da rubare in questa notte blu
Li hai visti forse tu
Che sei mio padre
Li hai visti forse tu
Che sei mio padre .


 
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