skip to main |
skip to sidebar
Per ricordarmi di te
Ombre trafiggono il mare
Come le stelle che cadono
E non si accendono più
E passa un cielo di nuvole
Mentre mi piove nell'anima
Sono stagioni che vanno lontano
E non tornano più
Per ricordarmi di te
Della tua bocca di maggio
E' solo un gioco ma credimi
Non c'entra niente con te
Perchè stanotte é la mia
E devo andare lontano
Ovunque il vento mi porterà
Voglio vedere che c'è
Per ricordarmi di te
Sono salito su un treno
Ed ho pensato che un giorno
Magari t'incontrerò
Senza più niente tra noi
Senza passare da dove sai, dove sai
Senza passare da dove sai
Quando i miei sogni saranno
Rimasti ormai dietro di me
Per ricordarmi di te
Per ricordarmi di te
Ore sfinite dai giorni
E dagli attesi ritorni
E treni senza di te
Perché ci vuole coraggio
Ci vuole molta speranza
Quando l'estate cadrà in una stanza
Lontano da te
Respiro un presente che sa di trascorsi
lontani ma non abbastanza,
ricordi offuscati resi più dolci dai tempi passati
anche se dolci non lo eran mai stati.
Odierò, se possibile ma non posso
non sono padrone di odiarti
più di quanto lo sia di amarti.
Forse è un errore amar senza chieder mai niente,
voler solamente esternare ciò che si prova
per dimostrare a se stessi che il cuore non mente.
E scoprire che tutti i tuoi sforzi
non servono ad altro se non a nutrire
un'Indifferenza che non riesci a capire.
Ma forse, l'amore non è mai sprecato
e l'errore più grande sarebbe stato non averlo accettato
poichè sottile è il divario fra temere di amare e temere la vita.
Scordare è più crudele di dimenticare:
chi è dimenticato viene tolto dalla mente,
chi è scordato viene tolto dal cuore.
E se io abito nel tuo cuore e tu mi cacci,
io non avrò altro posto dove stare.
Dimenticami, ma non scordarmi. 
Se potessi parlarti di me
In questi giorni che il sole non c'è
Senza confondermi perché sei mio padre
Se potessi cantare per me
L'unica storia che al mondo non c'è
Li ricorderei che sei mio padre
Ti poserei la testa tra le mani e mi addormenterei
Sognando isole e sirene in mezzo al mare
Ma non ho più
Fuochi da rubare in questa notte blu
Li hai visti forse tu che sei mio padre
Se potessi parlarmi di te
E frantumare il silenzio che c'è
Senza nasconderti perché sei mio padre
Ti prenderei quelle tue mani stanche
E ti riporterei
Nei nostri viaggi stralunati senza fine
Ma non hai più
Voglia di seguirmi in questa notte blu
Non hai parole tu che sei mio padre. E restiamo qui
Più mi guardo e più somiglio a te
In un gesto o lampo di allegria
In questa smania di scappare via
Ci incontreremo mai io e mio padre
Ci incontreremo mai io e mio padre
Ti poserei la testa tra le mani e mi addormenterei
Sognando isole e sirene in mezzo al mare
Ma non ho più
Fuochi da rubare in questa notte blu
Li hai visti forse tu
Che sei mio padre
Li hai visti forse tu
Che sei mio padre .
Nella vita ci sono giorni
pieni di vento e pieni di rabbia,
ci sono giorni pieni
di pioggia e pieni di dolore,
ci sono giorni
pieni di lacrime;
ma poi ci sono giorni
pieni d'amore
che ci danno il coraggio
di andare avanti
per tutti gli altri giorni.
Ricordo bene il suo sguardo.
Attraversa ancora la mia anima
Come una scia di fuoco nella notte.
Ricordo bene il suo sguardo. Il resto…
Sì, il resto è solo una parvenza di vita.
Ieri ho pesseggiato per le strade come una qualsiasi persona.
Ho guardato le vetrine spensieratamente
E non ho incontrato amici con i quali parlare.
D'improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste,
così triste che mi è parso di non poter
vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi,
ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona.
Mi duole vivere in una situazione di disagio.
Debbono esserci isole verso il sud delle cose
Dove soffrire è qualcosa di più dolce,
dove vivere costa meno al pensiero,
e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole
e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali
né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d'offendere,
un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale
che accompagna col piede la melodia delle canzoniche il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove. 
Vidi due gabbiani
planare in lontananza
e un pensiero
mi attraverso' la mente:
A volte mi piacerebbe
proprio essere come loro.
Sembra che sappiano
cio' che stanno facendo,
che le loro azioni
abbiano un significato.
Basta guardarli volare
per capire
che sono esattamente
cio'che erano chiamati a essere.
Come vorrei
che fosse cosi' anche per me...
E' diventato sangue
il tuo amore,
è entrato in tutte le mie vene.
La tua anima è entrata nella mia.
Ho preso il coltello,
ho cercato di dire vattene a quel sangue.
Ma come immergere nella carne il coltello,
come dire all'anima va' via? 