Fuga (Antonia Pozzi)

Anima, andiamo. Non ti sgomentare
di tanto freddo, e non guardare il lago,
s’esso ti fa pensare ad una piaga
livida e brulicante. Sì, le nubi
gravano sopra i pini ad incupirli.
Ma noi ci porteremo ove l’intrico
dei rami è tanto folto, che la pioggia
non giunge a inumidire il suolo: lieve,
tamburellando sulla volta scura,
essa accompagnerà il nostro cammino.
E noi calpesteremo il molle strato
d’aghi caduti e le ricciute macchie
di licheni e mirtilli; inciamperemo
nelle radici, disperate membra
brancicanti la terra; strettamente
ci addosseremo ai tronchi, per sostegno;
e fuggiremo. Con la piena forza
della carne e del cuore, fuggiremo:
lungi da questo velenoso mondo
che mi attira e mi respinge. E tu sarai,
nella pineta, a sera, l’ombra china
che custodisce: ed io per te soltanto,
sopra la dolce strada senza meta,
un’anima aggrappata al proprio amore.

4 commenti:

laveritàdaisy88.blogspot.com ha detto...

molto bella mi piace molto questa poesia baci

Tomaso ha detto...

Ogni volta mi sembra sempre la prima volta, sono così segnificanti queste poesie che farne a meno sarà un mio problema,
un abbraccio cara Ilaria,
a presto,
Tomaso

ilaria ha detto...

Tomaso grazie mi hai detto una cosa bellissima..sapere che a qualcuno piacciono e servono anche e' stupendo..mi invoglia a metterne altre questo grazie caro Tomaso...sei uno dei pochi che mi dimostra affetto grazie un abbraccione :)

frufrupina ha detto...

Ciao piccolina...ascoltami...grazie dei saluti,che tè successo è tanto che non ti fai sentire...tutto bene?un bacione.

 
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