Destino (Rosario Castellanos)

Uccidiamo quel che amiamo. Il resto
non é stato vivo mai.
Nessuno é cosi vicino. Nessun altro é ferito
da un oblio, da un'essenza, a volte da meno.
Uccidiamo quel che amiamo. Finisca ormai questa asfissia
di respirare con un polmone altrui!
L'aria non basta
per entrambi. E non basta la terra
per i corpi uniti
e la razione della speranza é poca
e il dolore non si può spartire.
É l'uomo un animale di solitudini,
cervo con una freccia nel fianco
che fugge e perde sangue.
Ah, ma l'odio, la sua fissità insonne
dalle pupille di vetro; il suo modo d'essere
che al tempo stesso è riposo e minaccia.
Il cervo va a bere e nell'acqua appare
il riflesso di una tigre.

Beve il cervo l'acqua e l'immagine. Diventa
—prima che lo divorino— (complice, affascinato)
uguale al suo nemico.
Diamo la vita solo a quel che odiamo.

4 commenti:

Tomaso ha detto...

Ciao Ilaria sono passato a farti un saluto.
Mi sento molto triste quando penso ai poveri terremotati.
Un abbraccio.
Tomaso

giardigno65 ha detto...

Terribile, ma reale...

Duca Nero ha detto...

Uccidiamo chi amiamo, veniamo uccisi da chi amiamo.
Stesso sangue, stesso dolore.

Peppe ha detto...

Ti faccio gli auguri di buona Pasqua, da estendere in famiglia, ciao!

 
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