Inverno (Miguel Ángel Asturias)

In ginocchio tra vento, orma e levriero
corsi dietro di te, chiara presenza,
trascinato dal lampo di una stella
di senso in senso sino alla tua assenza.
Attraversasti, amore, gli egoismi
che con selce di lacrima ti svelo
sovrapponendo abissi dopo abissi,
nella mia solitudine di gelo.
Il grande ragno della pioggia fila
con acqua e vento leste ragnatele.
Cosa mai diverranno domattina?
Forse un vetro infrangibile, di certo
somigliante ai miei occhi ormai sereni
dopo aver pianto tutto ciò che ho perso.

4 commenti:

laveritàdaisy88.blogspot.com ha detto...

bellissima poesia ,mi piace molto ,ciao picollina un bacione

Duca Nero ha detto...

Ho pianto tutte le mie lacrime
inseguendo un sogno irraggiungibile
sospinto dal mio egoismo
Ora sono fermo
esausto e vuoto
Ragni tessono su di me le loro tele
ma non mi importa più di nulla ormai

Peppe ha detto...

In inverno un abbraccio è più caldo!

Il tango di un uragano ha detto...

Belissima e ..struggente poesia!

 
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